Un iPhone e una Sprocket Rocket a Berlino

Premessa: questo post contiene parecchissime foto scattate con l’iPhone e pochissime con la macchina analogica (molte le sto scansionando ora e probabilmente le pubblicherò prossimamente), ma mi andava di sfornarlo così, e me ne scuso in partenza. Se vi va di leggerlo ugualmente ne sarò felice perchè tutto sommato è un post che sento particolarmente.

Io che ho la fissa di Parigi, che ci andrei in ogni straccio di week end libero, anche solo per starmene seduta in uno di quei ristorantini lungo la Senna, zona Notre Dame, a guardare fuori…. quest’anno, nonostante la tentazione, ho rotto la tradizione e negli ultimi 5 giorni iperfreddi di gennaio (sono nata nei giorni della merla) sono andata a festeggiare a Berlino, fregandomene della neve, della pioggia e delle scarpe completamente inadatte che mi sono portata…

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Devo essermene inconsciamente fregata anche della digitale visto che, a parte la mia Sprocket Rocket verde acqua (regalo di compleanno) e l’iPhone, non ho messo in valigia altro mezzo fotografico poichè la compattina che uso nelle gite più impegnative se ne è rimasta sul tavolo abbandonata, e me ne sono ricordata solo in stazione… Comunque, per rimediare almeno ad uno degli inconvenienti, ho comprato in aeroporto due paia di calzettoni da cannonate di neve, e con i piedi nuovamente caldi ho dato il via ad una vacanza che mi ha entusiasmato, mi ha colpito, mi ha fatto riflettere e a volte mi ha anche lasciato quella vena di malinconia che i luoghi dalla storia travagliata spesso lasciano….

East Side GallerySprocket Rocket + Kodak Gold 200

East Side Gallery
Sprocket Rocket + Kodak Gold 200

Ho sentito parlare molte volte di Berlino come della città giovane dove divertirsi, dove ogni cosa cambia velocemente, una città dinamica e in effetti lo è, ma questo suo essere così mutevole e proiettata verso il futuro ho trovato nasconda alcuni aspetti commoventi, soprattutto alla luce delle vicende che sono successe proprio tra i suoi palazzi e le sue strade, a non molti anni di distanza da oggi. Se si nomina Berlino, praticamente a chiunque viene in mente il muro, un cordolo di cemento armato che ha diviso la città per decenni e a causa del quale hanno perso la vita tanti giovani, nella speranza di riuscire ad essere finalmente liberi da un inutile vincolo.

Berliner Mauer - East Side GalleryiPhone

Berliner Mauer – East Side Gallery
iPhone

Il muro (o meglio, ciò che ne rimane) è oggi venduto in pezzetti di cemento farlocchi e calamitati da attaccare al frigo, i punti di controllo in cui si passava dalla Berlino est alla Berlino ovest sono meta di turisti che per pochi euro si fanno immortalare con un soldato con le bandiere o si fanno applicare il vecchio timbro sul passaporto.

Berlin - Checkpoint CharlieiPhone

Berlin – Checkpoint Charlie
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I graffiti colorati che animano la East Side Gallery sono poi il vestito da carnevale che sbeffeggia il dramma, quella cortina che è stata innalzata nell’arco di una notte del 1961 e che oggi compare talmente frammentata da essere quasi invisibile, e dove non più presente, è segnata solo da una riga bianca che costeggia i marciapiedi vicino alla Porta di Brandeburgo.

Berliner Mauer - East Side GallerySprocket Rocket + Kodak Gold 200

Berliner Mauer – East Side Gallery
Sprocket Rocket + Kodak Gold 200

Berliner MauerSprocket Rocket + Agfa Vista 200

Berliner Mauer
Sprocket Rocket + Agfa Vista 200

Ma il bello di Berlino è proprio questo, per le sue vie le testimonianze sono ovunque, vive e raccontate in tabelloni esplicativi, in fotografie, nelle croci appese alla rete davanti al parlamento che riportano i nomi e le scritte dedicate a chi, a causa di questo dramma, non c’è più.

Cupola del ReichstagiPhone

Cupola del Reichstag
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Ma si va avanti, e la zona morta della parte est del muro la si legge ormai  solo nei “buchi” urbani, in quegli ampi spiazzi inspiegabilmente vuoti, a erba o cemento, tra i palazzi ipermoderni di vetro specchiato. 

Potsdamer PlatziPhone

Potsdamer Platz
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Berlino è una città ferita, ma che guarda avanti, e lo fa in una maniera assolutamente originale. I suoi musei sono tra i più interattivi d’Europa, in cui il visitatore non osserva solamente, ma impara poichè la visita diventa un’esperienza in ogni senso. Il museo della tecnologia è una delle realtà museali più belle che io abbia mai visto, con i suoi aerei appesi al soffitto e le sue barche su cui salire.

Treno - Deutsches Technikmuseum BerliniPhone

Treno – Deutsches Technikmuseum Berlin
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La sezione dei treni è direttamente dentro la vecchia stazione ferroviaria e si possono vedere locomotive e vagoni in legno e a carbone, sino alle più recenti versioni moderne.

Sezione di fotografia - Deutsches Technikmuseum BerliniPhone

Sezione di fotografia – Deutsches Technikmuseum Berlin
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Ovviamente non potevo di certo saltare la parte dedicata alla fotografia, una manna per chi vive di analogico visto che vi sono vetrine e vetrine di macchine in cui mi son divertita a cercare i modelli che fan parte anche della mia collezione.Dopo una sbavata davanti alle Leica, ho fatto un ritratto di Massi con la camera oscura utilizzata anche da Vermeer per i suoi quadri.

Se si è più interessati invece ai beni storico artistici in questa città c’è addirittura un’isola sul fiume Sprea dedicata ai musei, in cui l’incontro con una delle più belle donne mai esistite, Nefertiti, è stato un’emozione unica. L’incarnato, l’occhio vitreo e lucido e l’espressione fan sì che il busto di questa regina dell’antico Egitto incanti chi le si avvicina. Credo sia tra le opere d’arte più belle che ho avuto la fortuna di vedere fin’ora.

Se dovessi definire le opere di questo complesso museale con un aggettivo le definirei COLOSSALI… nel primo trentennio del Novecento la Germania fu molto attiva in parecchie campagne di scavo in giro per il mondo, e sembra che la moda di quel periodo fosse smontare il ritrovamento archeologico e rimontarlo all’interno dei musei. Ma non stiamo parlando di monete, vasi o sarcofagi, qui, nel centro di Berlino, si possono ammirare la porta di Babilonia, l’altare di Pergamo, la porta del mercato di Mileto e altre articolate strutture architettoniche di dimensioni sbalorditive, portate lì, completamente decontestualizzate e assolutamente affascinanti, davanti le quali sentirsi microscopici e insignificanti….

La mia versione nerd armata di Lomo sull'altare di PergamoiPhone

La mia versione nerd armata di Lomo sull’altare di Pergamo
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Ma io poi a Berlino, in quegli ultimi giorni di gennaio, c’ero andata anche per un altro motivo…. volevo vedere il monumento dell’Olocausto nel giorno della Memoria. Questa parte della vacanza è stata un po’ particolare. Abbiamo organizzato un percorso dedicato, partedo dal Jüdisches Museum, un complesso supercontemporaneo in cui l’edificio stesso è parte integrante della mostra poichè progettato allo scopo di suscitare alcune sensazioni (claustrofobia, perdita dell’orientamento, vertigini…) e ripercorrere metaforicamente ciò che hanno provato gli ebrei nella travagliata storia della loro popolazione.

Scala del Jüdisches MuseumiPhone

Scala del Jüdisches Museum
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Ci siamo poi spostati al Memoriale della Shoah, in cui nel centro di documentazione abbiamo visto le fotografie e ascoltato la storia di alcune delle vittime dell’Olocausto. L’esperienza non è stata certo delle più felici, mi han colpito soprattutto le espressioni e i visi e ne sono uscita con un milione di lacrime che invece di cadermi fuori mi erano cadute dentro, ma sono convinta che non si torni mai da un viaggio uguali a quando si è partiti, e in questo caso mi sento di dire che non sarebbe potuto essere altrimenti.

Centro di documentazione - Memoriale della ShoahiPhone

Centro di documentazione – Memoriale della Shoah
iPhone

Centro di documentazione - Memoriale della Shoah

Centro di documentazione – Memoriale della Shoah

Centro di documentazione - Memoriale della Shoah

Centro di documentazione – Memoriale della Shoah

Centro di documentazione - Memoriale della Shoah

Centro di documentazione – Memoriale della Shoah

E poi, siamo usciti nell’aria gelida di Berlino, e ci siamo trovati tra centinaia di steli nere, in questo bosco di pietra con i piedi nella neve, in questa marea che con il pavimento ondulato e la prospettiva perpendicolare che proponeva, dava un gran senso di smarrimento….

Berlin - Memoriale della ShoahiPhone

Berlin – Memoriale della Shoah
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Berlino - Memoriale della ShoahiPhone

Berlin – Memoriale della Shoah
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e alla fine, usciti da questo labirinto, su una di esse c’erano appoggiate tre rose…

Berlin - Memoriale della ShoahiPhone

Berlin – Memoriale della Shoah
iPhone

Berlino, con i suoi lati malinconici e la sua energia, è una città meravigliosa, e non mancherò di tornarci, magari con una temperatura più mite, per poter vivere la parte verde, che in questa capitale europea è particolarmente estesa… e ovviamente per curiosare nei numerosissimi mercatini alla ricerca di qualche macchina fotografica!!!!!

A.

Pasquetta con gli amici e la Polaroid Land 220

Quest’anno Pasqua e Pasquetta sono state due giornate molto desiderate, si sono fatte attendere, pigre e sornione e finalmente sono arrivate. Avevo decisamente bisogno di staccare un po’ e di svagarmi, quindi ne ho approfittato per passare la domenica ad abbuffarmi tra uova di cioccolato e parenti, pennichelle in divano e film, mentre il lunedì sono scappata sui colli Euganei a fare foto in compagnia di amici. Per l’occasione ho messo in borsa la Pentax Pino 35 con il Color Implosion e al collo ho appeso la Polaroid Land 220 a soffietto caricata con le Fuji FP100C. Nell’allegra combriccola c’era anche La Lele (il suo blog, per chi non lo conoscesse è La Lele goes to) che potete vedere a sinistra in questo scatto con la sua Sardina e me.

Polaroid Land 220 + Fuji FP 100C

Polaroid Land 220 + Fuji FP 100C

Il primo scatto con questo colosso analogico marcato Polaroid è stato un po’ travagliato, mi intimoriva la questione dei tempi di sviluppo della pellicola in funzione della temperatura esterna, visto poi che non si è visto il sole fino a metà pomeriggio e l’aria non era propriamente primaverile. Però poi la foto qui sotto è il risultato, che mi ha entusiasmato per la differenza di messa a fuoco tra primo piano e sfondo, quasi da fotomontaggio.

Polaroid Land 200 + Fuji FP 100C

Polaroid Land 200 + Fuji FP 100C

e dopo la foto da gita scolastica, non poteva mancare la foto da boy band….

Polaroid Land 220 + Fuji FP 100C

Polaroid Land 220 + Fuji FP 100C

rimane comunque il fatto che l’emozione che si ha nell’estrarre dalla macchina le linguette di positivo e negativo e nel vedere la fotografia dividendo i due strati è UNICA. Questa tra l’altro è la macchina di mio papà, quindi vedere che dopo decenni ferma lì a prendere polvere è ancora in grado di fare scatti così belli me la fa amare ancora di più. In serata ho fatto un tentativo di Image Transfer dell’ultimo scatto, ma il risultato è stato abbastanza disastroso… Non ho comunque intenzione di desistere, quindi presto vi tartasserò anche con gli esperimenti con le pola, per la vostra gioia!

PS: Ringrazio Michele, Massi, Davide, Laura e La Lele per aver prestato i loro volti a questo post e per la bellissima giornata!

A.

Olympus XA2

Domenica mattina me ne gironzolavo in un mercatino con un libro di fotografia sotto il braccio scovato a 5€ su una bancarella…. Ero già contenta così, con il mio acquisto soddisfacente, il sole sulla testa e una giornata da dedicare a non fare assolutamente niente di impegnativo… Sulle bancarelle poi c’era di tutto e di più, da lampade strane a dischi, vestiti improponibili e bigiotteria datata pacchiana ma assolutamente buffissima. Sino a quando non ho buttato l’occhio e le mani in una cesta (io guardo sempre nelle ceste e nelle cassette da frutta nei mercatini, ci trovi il peggior pattume ma anche le cose più strane e dimenticate)… e lì se ne stavano un super flash Agfa da mezza tonnellata di peso e privo dello sportellino del vano pile, una Ricoh 35 ZF ST in buone condizioni con tracolla e custodia e una Olympus XA2 nella sua scatola nera. Mi son portata via il tutto in blocco.

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Era tanto tempo che cercavo l’Olympus ma i prezzi che mi proponevano non erano mai molto soddisfacenti… la serie XA di questa marca è da sempre sinonimo di compattezza e mi sono innamorata di questo tipo di mini-macchine da quando uso la Rollei 35. La XA2 è una giovincella degli anni ’80 con un’estetica tutta particolare. La forma a uovo del guscio di protezione, che scorrendo verso sinistra ne permette l’accensione, è spettacolare ed inoltre l’otturatore a comando elettromagnetico aiuta a evitare l’effetto mosso visto che basta appoggiare il dito sul tasto per scattare. L’ideatore del suo design è stato Yoshihisa Maitani, ingegnere e creatore delle migliori Olympus, che per questa macchina lavorò su un modello in creta fino a notte inoltrata.

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Anche l’ottica con lente grandangolare Olympus “D Zuiko” con focale 35mm a quattro elementi è ottima, accoppiata ad un sistema esposimetrico CDS assolutamente automatico. Gli unici settaggi possibili sono gli ISO della pellicola e la messa a fuoco su primo piano, figure intere e panorami. Nella parte sottostante ha inoltre una levetta che consente il test della batteria e l’autoscatto. Quando ho aperto la macchina per verificarne il funzionamento mi sono accorta che dentro era caricato un rullino Agfa al quarto scatto, perciò una volta pulita l’ho rimontato e ora lo utilizzerò per fare il test roll…..

Buoni scatti!!!

A.

Lomography Supersampler Sun Ye

Quest’inverno ho trovato un pacchetto sotto il mio alberello di pigne e bacche rosse… Non poteva esserci un regalo più azzeccato della mitica Supersampler della Lomography… come scrissi nel primo post di questo blog, tutto ebbe inizio dall’incontro fortuito con questa macchinetta multilente e plasticosa che mi ha colpito più di quanto potesse fare qualsiasi mirabolante digitale futuristica….

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Completamente priva di mirino (o almeno, omettendo che quel rettangolino di gomma che si stacca sempre dal suo incastro sia in realtà una sorta di mirino), la Supersampler è studiata esattamente per il concetto analogico del “Non pensare, scatta!”… Ha la possibilità di impostare la velocità degli scatti dei quattro mini-obiettivi con lenti in plastica panoramiche 20mm in due modalità: la più lenta prevede 4 scatti in 2 secondi mentre la più veloce fa 4 scatti in 0.2 secondi. Nel mini sito della Lomography è spiegato più o meno tutto  ed ecco i primi scatti che ho fatto in una giornata invernale di sole al mare….

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27 gennaio – GIORNO DELLA MEMORIA

“La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”.

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“È davvero meraviglioso che io non abbia lasciato perdere tutti i miei ideali perché sembrano assurdi e impossibili da realizzare. Eppure me li tengo stretti perché, malgrado tutto, credo ancora che la gente sia veramente buona di cuore. Mi è impossibile costruire tutto sulla base della morte,della miseria,della confusione.Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto,odo sempre più forte l’avvicinarsi del rombo che ci ucciderà, partecipo al dolore di migliaia di uomini, eppure quando guardo il cielo, penso che tutto si volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno la pace e la serenità.”

(Anna Frank)

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“Perché non brucia questo numero
impresso a forza sulla mia pelle
non ho dolore fisico

Nell’anima sì

guardo la cifra e tutto trova una sua logica
7 sono i miei fratelli, o forse erano
2 i miei genitori, bruciati
3 i figli che mi son stati strappati
8 le volte che mi hanno torturato
4 i minuti di vita che mi restano

72384  questo è il mio nome
tutto il resto non conta
perché ora sono solo un ricordo

passato”

(Cesare Righi)

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“Un giorno, viaggeremo nello spazio, al di là del cielo, adesso lo so. Lo spazio non è più nei nostri cuori, e noi andremo a cercarlo altrove.”

(Train de vie)

(Cimitero ebraico di Ferrara: Holga 120N + Lomography 100BW)

Attenzione Attenzione!!!!

Ok, mi sono ripresa dalle scorpacciate natalizie, ho ronfato sotto le coperte ad oltranza in questa giornata uggiosa di Santo Stefano, e sono finalmente pronta per proclamare il vincitore del Mini Vintage Giveaway di Natale!!!!

RULLO DI TAMBURI

Ad aggiudicarsi il taccuino del fotografo viaggiatore di Arsrandi e gli orecchini vintage “Reflex” è l’autrice del commento numero 27 al post sul Giveaway:

Vittoria Di Giannatale  

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Ringrazio tutti per la partecipazione e l’entusiasmo e non posso che augurarvi delle meravigliose feste!!! <3

A.

Mini Vintage Giveaway di Natale

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Con il Natale quasi alle porte e neve e ghiaccio fuori dalle finestre, ecco un mini Giveaway tutto vintage che dura fino all’arrivo di Babbo Natale (24 dicembre a mezzanotte), in collaborazione con la bravissima Silvia di Arsrandi!

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Premi:

  • Taccuino fotografico fatto interamente a mano con carta in edizione limitata e pelle rossa
  • Orecchini “Reflex” vintage originali anni ’60 smaltati con cristallo

Per vincerli basta:

  1. Condividere il post sulla propria pagina facebook
  2. Mettere “Mi piace” sulla pagina facebook di My Vintage Photo https://www.facebook.com/MyVintagePhoto
  3. Mettere “Mi piace” sulla pagina facebook di Arsrandi https://www.facebook.com/arsrandi57
  4. Diventare Follower del blog My Vintage Photo cliccando su “Follow” a destra
  5. Scrivere un commento a questo post con il proprio nome e indirizzo e-mail per essere contattati in caso di vittoria

Il vincitore verrà selezionato con un sistema di sorteggio casuale.

Incrociate le dita e buona fortuna!!!!

A.

Mongolfiere in un test roll

Ebbene sì, anche l’Agfa 2000 pocket ha avuto il suo test roll… e come avviene spesso ultimamente, la scelta del roll in questione è caduta su un Agfa, ovviamente formato 110, scaduto da 28 anni… L’ho appena scansionato e per l’occasione avevo approfittato del Balloons Festival di settembre a Ferrara… Che dire, non potevo di certo aspettarmi fotografie iperdefinite e dalla grana fine… ne è uscito un pout-puorri di macchie blu, e colori arcobaleno, che non hanno nulla a che vedere con il cielo azzurro che c’era in realtà!

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Inoltre, con l’anarchia degli anziani tenaci che, forti dei loro anni, fan quel che gli pare, l’Agfa pocket ha pensato bene di fare delle doppie esposizioni, avvolgendo la pellicola un po’ come gli veniva….

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A.

Il mare d’inverno….

Amo il mare d’inverno… quando il grigio del cielo si perde nel grigio dell’acqua, quando i gabbiani volano bassi e pesanti e sono punti di luce nel silenzio del tardo pomeriggio, quando la sera inesorabile avanza, come la marea… Il mare è il luogo per eccellenza in cui riesco a ricavarmi un piccolo spazio per pensare davvero, in cui mi perdo a osservare i regali che le onde lasciano dietro di loro, conchiglie e rami contorti, strappati chissà dove e portati lì, in quel posto che nasconde come segreti persino le orme…

E’ il posto in cui gli occhi si possono perdere ad osservare l’orizzonte senza riuscire a raggiungerlo tutto… è un luogo senza strade….

Il mare d’inverno è senza tempo, moto perpetuo…

“Sabbia a perdita d’occhio, tra le ultime colline e il mare – il mare – nell’aria fredda di un pomeriggio quasi passato, e benedetto dal vento che sempre soffia da nord. La spiaggia. E il mare.
Potrebbe essere la perfezione – immagine per occhi divini – mondo che accade e basta, il muto esistere di acqua e terra, opera finita ed esatta, verità – verità – ma ancora una volta è il salvifico granello dell’uomo che inceppa il meccanismo di quel paradiso, un’inezia che basta da sola a sospendere tutto il grande apparato di inesorabile verità, una cosa da nulla, ma piantata nella sabbia, impercettibile strappo nella superficie di quella santa icona, minuscola eccezione posatasi sulla perfezione della spiaggia sterminata. A vederlo da lontano non sarebbe che un punto nero: nel nulla, il niente di un uomo e di un cavalletto da pittore…”

“Oceano mare”

A. Baricco

(Holga 120N + Lomography b/w 100)

A.