Tecniche antiche: la Cianotipia

Innanzitutto buon anno a tutti voi, il 2015 è iniziato con una splendida e freddissima giornata di sole e ho deciso di inaugurarlo riprendendo il timone di questa nave un po’ alla deriva e parlandovi di una tecnica di stampa molto affascinante che ho avuto modo di sperimentare l’anno scorso con un mio amico e di cui vi mostravo i risultati in questo post: la Cianotipia.

Occorrente:

  • emulsione fotosensibile (di cui trovate la ricetta più avanti)
  • 3 bottiglie
  • pennello
  • filo e mollette
  • carta da disegno
  • torchietto per stampa a contatto (o 2 vetri da cornice a giorno e 4 morsetti)
  • luce solare diretta o, se volete lavorare in studio, una lampada abbronzante per il viso da tavolo (se ne trovano spesso ai mercatini dell’usato per pochi euro)

Il nome di questa tecnica antica deriva appunto dal colore della stampa fotografica, il blu ciano, risultato di un’emulsione stesa a pennello sulla carta e che permette una libertà espressiva e creativa dettata sia dalla semplicità della tecnica stessa, sia dalla possibilità di ottenere lavori più o meno “puliti” in funzione del vostro gusto. Personalmente, per inclinazione e per formazione, io sono molto poco precisa e amo le cose estrose, ho sempre odiato le unità di misura, i lavori al millimetro e sono una ferma sostenitrice del fatto che a volte il casuale o il risultato di un gesto d’impeto siano più affascinanti di un lavoro certosino, per questo trovo che questa tecnica permetta di sperimentare e di creare il proprio metodo personale, partendo dai concetti base. La cianotipia fu inventata nel 1842 da Sir John Herschel e utilizza, invece dei più noti sali d’argento, due sali di ferro, ferrocianuro di potassio e citrato ferrico ammoniacale, che, mescolati insieme, diventano fotosensibili.

La ricetta dell’emusione è la seguente:

  • 20 grammi di citrato ferrico ammoniacale (verde) in 100 ml di acqua distillata
  • 8 grammi di ferrocianuro di potassio in 100 ml di acqua distillata

Unendo 5 ml di ogni soluzione, quindi 10 ml totali, otterrete l’emulsione necessaria per 6 stampe formato A4. Potete stenderla a pennello su un supporto assorbente (a voi la scelta e la libertà di sperimentazione, dalla carta martellata da acquerello a quella liscia o ruvida da disegno della fabriano, ecc…) e lasciarda asciugare. Una volta ottenuti i vostri supporti fotosensibili potete conservarli in una cartellina e maneggiarli comunque comodamente in un interno non troppo luminoso. La stampa che effettuerete è una stampa a contatto, pertanto, se volete ottenere risultati a mio avviso apprezzabili, il negativo deve essere di grande formato. Se non possedete un banco ottico o una macchina adatta, non disperate, potete rimediare con un passaggio intermedio digitale, che vi consente un’ampia libertà di scelta. Vi basterà scansionare il vostro negativo con uno scanner da pellicola, portarlo in una copisteria e farlo riprodurre nel formato che desiderate su carta da lucido trasparente. Ora inserite nel torchietto per stampa a contatto il vostro foglio con l’emulsione e appoggiatevi sopra il vostro “maxi-negativo”. Esponete il tutto sotto il sole diretto o davanti alla lampada UV per un tempo che varia da qualche minuto a qualche ora, in funzione dell’intensità della vostra fonte luminosa e del contrasto che vorrete ottenere, e una volta esposta lavate la vostra stampa sotto l’acqua corrente o in una vaschetta da sviluppo per circa 5 minuti, fino a quando l’immagine sviluppata risulta “pulita” dall’emulsione verdina.

Alcune fonti semplici da cui potete attingere informazioni sono queste:

http://www.alternativephotography.com/wp/processes/cyanotype/cyanotype-classic-process

https://www.youtube.com/watch?v=VEsZZPJyf7c

Buon lavoro e tanti auguri di buon anno a tutti voi!!!

A.

Musica e pellicola

Circa un mese fa la casa discografica Dodicilune Edizioni Discografiche e Musicali (http://www.dodiciluneshop.it/) mi ha contattato per la cover di un cd di musica jazz dal titolo Les Montgolfières. L’autore è Nicola Andrioli, pianista e compositore di Brindisi, trapiantato a Bruxelles, col quale ho avuto il piacere di scambiare due parole per l’occasione. Le foto scelte appartenevano ad un rullino Agfa 110 scadutissimo, scattato con l’Agfa 2000 Pocket, di cui vi parlavo in questo post… ovviamente l’idea del connubio tra le foto dalla grana grossa, con l’emulsione alterata dal tempo e, per questo, del tutto inusuali, e la musica jazz che è creazione in divenire, movimento ed esperienza, non poteva che piacermi un sacco, quindi ho deciso di partecipare al progetto con grande gioia.

… E finalmente stasera, dopo una giornata pesantissssssssssssssima e lunghissssssssssssssssima fatta di numeri e riunioni, sono tornata a casa e ho trovato le copie del cd che mi aspettavano… ho messo nella tazza una bustina di tisara arancia e cannella, ho aperto un cd e la musica e la soddisfazione accompagneranno il resto della mia serata.

Notte notte*

A.

Noi-Io-Tu-Love-Revolution…..

Revolution/Love di Kendell Geers (Castello di Ama)

Revolution/Love di Kendell Geers (Castello di Ama)

Tra 16 giorni saremo nel 2015, tra 43 giorni compirò 31 anni, e sono in piena rivoluzione da 451 giorni, in cui ogni mattina mi sono svegliata sempre diversa, sempre più spettinata, sempre più altalenante, facendo e disfacendo me stessa giorno dopo giorno… A 451 giorni dall’inizio dell’opera mi sento di dire che sono un vero disastro ma sono assolutamente soddisfatta del risultato! Ci sono periodi della vita che meritano un GRAZIE perchè ci mettono davanti a noi stessi e ci costringono a guardarci negli occhi, a guardarci nell’anima… Dopo 451 giorni ho di nuovo una connessione internet decente e una tana in cui rinchiudermi a scrivere… quindi ierisera ho spolverato le macchine fotografiche e stasera sono qui a comunicare che il taglio del blog è DECISAMENTE cambiato. C’è troppo di tutto per scrivere solo di foto, ma di certo non mancheranno anche quelle. Ci sono i libri che ho letto, le mostre che ho visto, i viaggi che ho fatto, i piatti che ho cucinato (ebbene sì, ho un piano cottura e lo uso anche!!!!) e sono tutti importanti per me.

E c’è qualche soddisfazione che presto arriverà e che mi ha riempito il cuore…

A.

Frida, oltre ai baffi c’è di più!

Tutto è partito da un libro…. “Frida Kahlo. La donna e l’artista selvaggia, visionaria e seducente” di Rauda Jamis (edizioni Tea), un saggio di un paio di centinaia di pagine acquistato a 10 euro in libreria, una domenica pomeriggio in cui avevo voglia di qualcosa di buono (ma i cioccolatini non  soddisfavano la mia fame). Mi sono ranicchiata in divano con l’immancabile tisana e sono stata risucchiata nella vita di questo colosso umano, una colomba con ali da deltaplano, una contraddizione ambulante. Ho divorato la sua vita parola dopo parola soffrendo le pene che ha sofferto lei e invidiando al contempo il suo spirito libero, fuori dagli schemi convenzionali… poi, un mesetto fa, il buon Francesco Bonami ha scritto un articolo su Donna Moderna e parlava della mostra in corso alle Scuderie del Quirinale di Roma e non sono potuta non andare.

Normalmente tendo sempre ad informarmi prima, poiché in mostre particolarmente affollate come questa,  odio stare a leggere i tabelloni esplicativi scansando le teste delle persone che si accalcano in ogni dove. Questa volta invece ho seguito per filo e per segno tutto il percorso con tanto di video e foto dell’artista e mi sono volate due ore e mezza di emozioni. Cito Bonami: “Per godersi bene la mostra di Frida Kahlo bisogna pensare a quello che diceva il regista Dino Risi al giovane collega Nanni Moretti: – Spostati che non vedo il film -. Spostati,  Frida,  che non vedo il quadro: occorre guardare i suoi dipinti non solo come autoritratti ma ritratti di una donna universale. Una donna che a tutti insegna tanto: a essere sicuri di sé al di là delle proprie scalogne. A essere vistosamente eleganti senza essere volgari o ridicoli. A guardarsi allo specchio e negli occhi ogni mattina per trovare se stessi senza timidezza. Pronti ad affrontare il mondo lá fuori,  che vorrebbe approfittare dei nostri difetti e debolezze senza aver capito con chi ha a che fare.  Questa grande pittrice ci insegna a tirare fuori la Frida che è dentro di noi”

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Forse troppo spesso ricordata solamente per quella con le sopracciglia a gabbiano e i baffetti, quest’artista messicana incarna al contempo tutte le debolezze e le forze dell’essere umano, ritraendo se stessa in maniera sempre simile ma ogni volta diversa, con quegli occhi attenti che scrutano il mondo anche oggi, a 60 anni esatti dalla sua morte. Consiglio vivamente una visitina alle Scuderie del Quirinale, soprattutto a quanti si sentono un po’ persi, un po’ diversi dagli altri, un po’ spaesati. La vera forza la si trova sempre quando non rimane altra scelta che ripartire da noi stessi, come ha fatto lei.

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Meraviglioso Allevi ♥

La piega di questo blog è diventata più quella di un quaderno di viaggio che di un vero blog di fotografia analogica, ma io sono fatta così, la mia vita è scandita da periodi e le macchine mi accompagnano ancora nelle mie giornate libere (e non smetteranno di farlo)… ma è tutto talmente tanto in evoluzione/rivoluzione che io per prima non sono la stessa che scriveva qui un anno fa. Premesso ciò, voglio semplicemente condividere l’emozione che ho provato questa settimana… polemiche o meno su di lui, io sono andata a teatro senza pregiudizi e ho vissuto quasi due ore coi brividi dentro e fuori… con i sensi attenti e l’anima leggera, mi ha rapito… l’idea che mi sono fatta è semplicemente che le cose diverse sono immancabilmente discusse… pensiamo all’accoglienza ricevuta dagli impressionisti, relegati al salone dei rifiutati parigino e nonostante tutto entrati oltre che nella storia dell’arte, nel cuore della gente? Allevi mi è piaciuto, l’ho amato in quel paio d’ore in cui ha sfiorato i tasti con quelle mani a ragno, con quei tocchi invisibili che correvano tra bianchi e neri…

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Del resto non mi importa, il bello dell’arte (qualsiasi sia la sua forma) è che è soggettiva. Quello che suscita può essere amore, odio o indifferenza, ma ognuno di noi è libero di sentirla come crede e soprattutto di esprimerla come ritiene opportuno.

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La sua musica mi ha mostrato quello che era il suo intento, in modo appunto impressionistico… in Giochi d’acqua le note per me erano gocce,  in Prendimi erano scivolose e liquide, in Come sei veramente erano abbracci e vita. Da provare…..

Napoli e la famiglia Monchetti…

Tre settimane fa ho preso ferie (evento!) e sono fuggita al sole. Niente Caraibi o mete esotiche, ma cibo, sorrisi, colori, arte e storia… sono andata a Napoli. Messe in valigia la Minolta e la Sprocket Rocket, mi sono trovata con due persone meravigliose e siamo partiti. Prima tappa: Pompei!

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Era da tanto che volevo rivisitata e farlo con uno storico e un’artista è stato veramente uno spettacolo… credo che la vita a volte ti faccia fare alcune esperienze mettendoti accanto le persone che servono, i compagni di viaggio ideali…

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…e non c’è nulla di meglio di un viaggio per farti sentire vivo.

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I rullini degli scavi archeologici e di Napoli sono in lab per lo sviluppo…. appena saranno pronti vediamo cosa salterà fuori! :)

Tipe da Cianotipi :)

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Amici, condivido al volo un’esperienza molto bella che ho appena concluso…. Amo fare foto…. amo meno essere fotografata…. ma quest’inverno mi son lasciata convincere a partecipare ad un progetto di un amico, a patto che gli scatti li facessi in compagnia. E così io e la mia amica di avventure (e dissaventure) ci siamo messe in posa davanti al banco ottico (io almeno ho tentato,  ma dalle foto potete vedere le mie smorfie tra uno scatto e l’altro) e via…

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Dopo lo sviluppo ci siamo trovati per le stampe con la tecnica del cianotipo, e le nostre facce sono apparse magicamente sotto l’acqua per poi essere appese ad un filo…

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La cianotipia è veramente un metodo di stampa meraviglioso… dallo stile estremamente retrò…. per questo merita presto un post interamente dedicato. È semplice, diretta e secondo me adattissima a sperimentazioni…. perciò occhi aperti! :)

Milan l’è un gran Milan!

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Quasi irreale, imponente, candido… così come dentro è segreto, mistico, antico… non mi capitava più da tanto quel senso di vertigine e quel groppo in gola nel visitare un luogo o nel vedere un’opera d’arte.

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E dopo incontri con vecchi e nuovi amici, tour in scooter nel traffico cittadino, due mangiate in compagnia e una fila biblica, siamo riusciti a vedere finalmente Andy…

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… e le sue meravigliose Polaroid. E ora sto giá macinando con la testa una roba…

E comunque tra due settimane Firenze! Chi si ferma è perduto.

In viaggio….

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Eccomi qui, in pieno viaggio…. in ogni senso…. con i pomeriggi liberi ritagliati in cui piglio e vado. Oggi scrivo dalla stazione di Bologna, aspettando la coincidenza per Milano, con Glamour e Cosmopolitan a farmi compagnia. Il 2014 è l’inizio di tutto, la boccata d’aria dopo un periodo di apnea… e riparto da me. Ho cambiato casa, cambiato lavoro, cambiato vita, ma in tutta questa baraonda non ho dimenticato le foto, anzi…. ho scattato scattato scattato anche se non ho più pubblicato un tubo… però l’angolo blog, o meglio, il sottoscala blog, nella mia tana non poteva mancare…..

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Così come  non manca più l’arte nella mia vita…. e ora, giusto per riprendere da dove ci eravamo lasciati, via verso la mostra di Andy Warhol :)