Due chiacchiere e un Caffenol

Domenica scorsa ho trascorso un paio d’ore tra le migliori che mi siano capitate nell’ultimo periodo, in cui sono riuscita a staccare veramente i neuroni dai soliti casini quotidiani e sono arrivata a casa con quella sensazione compiaciuta che di solito provo quando vedo una mostra o comunque qualcosa che mi ha appagato mentalmente. Ho passato il pomeriggio con  Massi, La Lele e Gian Paolo e ci siamo trovati per sviluppare in casa i nostri rullini. Durante la settimana ho avuto, ahimè, veramente poco tempo, quindi mi son portata all’appuntamento la mia sprocket rocket  con un flash Nissin 18A e un Kodak Tmax 100 bianco e nero e ho scattato le foto durante le prove di avvolgimento della pellicola sulla spirale della tank e nel giardino di Gian Paolo.

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L’unico inconveniente del pomeriggio è stato quello della diversità di rullini, poiché La Lele aveva un rullino di Toycamera e quindi lo sviluppo risultava diverso rispetto a quello del mio Kodak… Per ovviare al problema abbiamo quindi deciso di sviluppare col caffenol!!!

Ecco la ricetta per un buon Caffenol fatto in casa:

  • 1 litro d’acqua
  • 16gr di carbonato di soda
  • 10gr di vitamina C
  • 1-2 gr di bromuro (visto      che non si trova molto facilmente, si può anche fare senza, anche se ne      ignoro completamente gli effetti)
  • 40gr di caffè solubile non      decaffeinato

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Dunque, abbiamo messo in una caraffa graduata l’acqua e abbiamo aggiunto nell’ordine esatto la soda, la vitamina C, il bromuro e il caffè, mescolando dopo ogni ingrediente in modo da creare una soluzione perfetta. Nella tank, in cui erano già state inserite le due pellicole, abbiamo versato abbastanza rapidamente il beverone al caffè e abbiamo agitato per  10 volte, dopodiché l’abbiamo lasciato riposare 35 minuti e ci siam fatti quattro chiacchiere. Al trentacinquesimo minuto abbiamo agitato altre 10 volte e di nuovo abbiamo lasciato agire la soluzione altri 35 minuti, per un totale di 70 minuti. A quel punto abbiamo aperto il tappo della tank e vuotato il caffenol e inserito il bagno d’arresto con acqua e aceto e, infine, siamo passati al fissaggio.

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I risultati, che per ora ho avuto modo di vedere solamente dalla pellicola bagnata stesa ad asciugare, mi son sembrati buoni, con un bel contrasto, soprattutto per le foto scattate con il flash. Inutile dire che non vedo l’ora di poterli avere tra le mani per scansionali! C’è poco da fare, la fotografia analogica è una magia, semplicemente…. Nessuna fotografia digitale potrebbe mai regalarmi le stesse sensazioni, ne son sempre più convinta!!! Inoltre nelle nostre quattro chiacchiere mi si è aperto un mondo di sperimentazione che vorrei veramente riuscire a provare un giorno o l’altro, anche se mi rendo conto che le mie conoscenze sono veramente minime rispetto a quelle necessarie per poter avere padronanza di macchina e tecniche di sviluppo e ottenere così il risultato voluto. Chissà, magari ci riuscirò o magari no, rimane il fatto che ora ho mille curiosità per la testa e la cosa mi piace da impazzire.

A.

Aggiornamento: la ricetta qui utilizzata è quella del caffenol-c-l per gli sviluppi stand, cioè senza agitazione e mi dicono esser praticamente infallibile. Il blog sul quale si è documentato Gianpaolo è caffenol.blogspot.it, e ora buon sviluppo alternativo!!!😀

11 thoughts on “Due chiacchiere e un Caffenol

  1. La fotografia analogica è una magia, e lo sviluppo alternativo nel Caffenol lo è ancora di più. Il mondo della fotografia d’altri tempi è una vera meraviglia piena di sorprese😀

    • Sì, infatti mi si è un po’ aperto questo mondo delle tecniche antiche o alternative e ci sono delle cose veramente bellissime da sperimentare… ovvio che si corre il rischio di fare dei flop, ma quando si ottiene un buon risultato credo sia una gran soddisfazione!

  2. Leggendo il tuo post mi viene una gran voglia di provare lo sviluppo in casa della T-Max 400 ma dopo lo sviluppo ti affidi ad un laboratorio per la stampa o scannerizzi i negativi ? (o stampi da tè)

    • Ho uno scanner della canon per negativi piccolo e medio formato. Per l’uso che ne faccio in rete mi trovo bene. Ogni tanto poi sperimento qualche tecnica di stampa a contatto ma non sono proprio alle prime armi…..🙂

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