Frida, oltre ai baffi c’è di più!

Tutto è partito da un libro…. “Frida Kahlo. La donna e l’artista selvaggia, visionaria e seducente” di Rauda Jamis (edizioni Tea), un saggio di un paio di centinaia di pagine acquistato a 10 euro in libreria, una domenica pomeriggio in cui avevo voglia di qualcosa di buono (ma i cioccolatini non  soddisfavano la mia fame). Mi sono ranicchiata in divano con l’immancabile tisana e sono stata risucchiata nella vita di questo colosso umano, una colomba con ali da deltaplano, una contraddizione ambulante. Ho divorato la sua vita parola dopo parola soffrendo le pene che ha sofferto lei e invidiando al contempo il suo spirito libero, fuori dagli schemi convenzionali… poi, un mesetto fa, il buon Francesco Bonami ha scritto un articolo su Donna Moderna e parlava della mostra in corso alle Scuderie del Quirinale di Roma e non sono potuta non andare.

Normalmente tendo sempre ad informarmi prima, poiché in mostre particolarmente affollate come questa,  odio stare a leggere i tabelloni esplicativi scansando le teste delle persone che si accalcano in ogni dove. Questa volta invece ho seguito per filo e per segno tutto il percorso con tanto di video e foto dell’artista e mi sono volate due ore e mezza di emozioni. Cito Bonami: “Per godersi bene la mostra di Frida Kahlo bisogna pensare a quello che diceva il regista Dino Risi al giovane collega Nanni Moretti: – Spostati che non vedo il film -. Spostati,  Frida,  che non vedo il quadro: occorre guardare i suoi dipinti non solo come autoritratti ma ritratti di una donna universale. Una donna che a tutti insegna tanto: a essere sicuri di sé al di là delle proprie scalogne. A essere vistosamente eleganti senza essere volgari o ridicoli. A guardarsi allo specchio e negli occhi ogni mattina per trovare se stessi senza timidezza. Pronti ad affrontare il mondo lá fuori,  che vorrebbe approfittare dei nostri difetti e debolezze senza aver capito con chi ha a che fare.  Questa grande pittrice ci insegna a tirare fuori la Frida che è dentro di noi”

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Forse troppo spesso ricordata solamente per quella con le sopracciglia a gabbiano e i baffetti, quest’artista messicana incarna al contempo tutte le debolezze e le forze dell’essere umano, ritraendo se stessa in maniera sempre simile ma ogni volta diversa, con quegli occhi attenti che scrutano il mondo anche oggi, a 60 anni esatti dalla sua morte. Consiglio vivamente una visitina alle Scuderie del Quirinale, soprattutto a quanti si sentono un po’ persi, un po’ diversi dagli altri, un po’ spaesati. La vera forza la si trova sempre quando non rimane altra scelta che ripartire da noi stessi, come ha fatto lei.

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