Guida alle pellicole analogiche

La giungla delle pellicole analogiche è piuttosto fitta e se si è alle prime armi diventa veramente difficile riuscire ad orientarsi tra formati diversi di film e grane più o meno sottili…. Ho deciso pertanto di dedicare una pagina del blog a una sorta di guida che possa essere di aiuto nella scelta del tipo di pellicola da utilizzare nella vostra fotocamera analogica.

Innanzitutto i criteri che differenziano una pellicola da un’altra  sono sostanzialmente sei:

  1. la tipologia: rotolo, filmpack, pellicola piana, lastra
  2. il formato: grande, medio, piccolo
  3. la sensibilità cromatica: pellicola sensibile al blu, ortocromatica (non sensibile al rosso), pancromatica (sensibile a tutti i colori), sensibile all’infrarosso.
  4. la sensibilità luminosa: bassa, media, alta, altissima
  5. la grana: fine, media, grossa
  6. la gradazione: contrastata, normale, morbida

Il primo elemento, la tipologia, descrive la modalità con cui si presenta il materiale negativo. Questo può essere ad esempio in film in rotoli, cioè in una striscia arrotolata su una spoletta e può avere lunghezza variabile, da 6 a 50 pose a seconda del formato. E’ sicuramente la tipologia più comoda di materiale negativo, poichè può essere facilmente montato in macchina alla luce, è pratico e maneggevole, e può essere sviluppato per mezzo di una tank. Un’altra tipologia di materiale fotografico è il filmpack, 8, 10 o 12 fogli di pellicola contenuti in un telaio speciale. E’ una tipiologia abbastanza costosa e piuttosto delicata e ad oggi è prodotta da Impossible Project e da Fujifilm per essere impiegata in macchine Polaroid o Fuji Instant Cameras. Le pellicole piane sono fogli di pellicola simili a quelli del filmpack, inseriti nell’apposito telaio, meno costosi ma caricabili solo in camera oscura, mentre infine la lastra è utilizzata per diapositive, fotoincisioni e fotografie scientifiche.

Un altro elemento che differenzia i diversi tipi di materiale negativo è il formato ed ognuno presenta i suoi vantaggi e i suoi svantaggi. In funzione del risultato che volete ottenere è bene che consideriate questo come uno degli elementi chiave, anche per l’eventuale scelta dell’acquisto di una macchina a piccolo, medio o grande formato.

  1. il grande formato:

Le pellicole grandi (da 9×12 cm in su) presentano una maggiore nitidezza nei dettagli e una maggiore definizione poichè necessitano di un minore ingrandimento in fase di stampa rispetto a quelle piccole. Ciò comporta conseguentemente anche una grana più sottile e una scala di gradazioni più ampia. Inoltre ogni parte del fotogramma può essere ingrandita risultando una foto fatta e finita di per sè, quindi la composizione dell’immagine è più semplice. Durante la stampa o la scansione del negativo i pelucchi di polvere e i graffi risultano meno evidenti sempre a causa del minore ingrandimento necessario. Uno svantaggio non indifferente è il costo notevolmente alto, inoltre i negativi di grande formato risultano poco pratici da portare in giro poichè sono parecchio ingombranti, così come le macchine che necessitano di obiettivi con grandi lunghezze focali e, conseguentemente, per tempi normali, un’apertura di diaframma dà una profondità di campo minore rispetto a quella di altri apparecchi di formato inferiore.

     2. Il medio formato:

le pellicole 120 e 620 (quest’ultime fuori produzione) sono film con carta di protezione (antialo) con formati di fotogrammi 6×4,5, 6×6 o 6×9. Hanno un costo inferiore rispetto al grande formato. La pellicola 127 è una pellicola più stretta per il formato quadrato 42x42mm e oggi è possibile trovarne ancora sul sito macodirect.

   3. il piccolo formato:

Il piccolo fromato si presenta in diverse varianti, dalle cassette rapid 126, a inserimento automatico, che contengono pellicola 35mm con fascetta in carta antialo sul retro perforata in modo da produrre 12 o 20 fotogrammi di formato 28x28mm; alla pellicola 35mm a doppia perforazione, rimasta oggi quella maggiormente diffusa e confezionata in rullini a bussolotto da 12, 24 o 26 pose. Le prime sono fuori produzione mentre il 35mm è sicuramente quello più economico e, se si ha la fortuna di trovare una vecchia cassetta 126, è possibile caricarlo abbastanza facilmente in essa, applicando alcuni accorgimenti (come spiegato in questo post). Il piccolo formato è sicuramente molto pratico e maneggevole e permette una minore apertura di diaframma data dalla minore lunghezza focale degli obiettivi delle macchine che lo utilizzano. Ciò consente l’impiego di tempi di posa più rapidi rispetto a quelli degli altri formati, penalizzando però la nitidezza data dalla necessità di maggiori ingrandimenti in fase di stampa. Ciò comporta una grana più accentuata, una gradazione inferiore dei toni ma è sicuramente il tipo di pellicola più adatto ad una fotografia d’impulso, veloce, turistica o d’azione.

Infine un formato particolare è il caricatore 110, in plastica a caricamento istantaneo, contiene pellicola 16mm con carta antialo, per fotogrammi formato 13x17mm. Questo formato è utilizzabile in pocket cameras, fotocamere tascabili solitamente a fuoco fisso con focale di circa 15mm, caratterizzate da un campo di profondità focale ampio e dalla regolabilità della messa  fuoco a partire da 0,5m. Da tempo fuori produzione, le nuove cassette 110 sono state sfornate quest’anno, fresche fresche dalla Lomography.

(Continua…..)

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